Blackstar presenta il nuovo DA5 Ruby, un amplificatore valvolare compatto sviluppato insieme a Doug Aldrich, chitarrista conosciuto per il suo lavoro con Whitesnake, Dio e The Dead Daisies.
L’obiettivo del nuovo modello è piuttosto chiaro: trasferire il carattere e la risposta del potente amplificatore signature DA100 Ruby all’interno di un combo molto più piccolo, utilizzabile in casa, in studio, durante le prove e, nelle situazioni adatte, anche dal vivo.
Il risultato è un amplificatore da 5 watt completamente valvolare, dotato di due canali, quattro diverse sonorità, un altoparlante da 12 pollici progettato appositamente e una sezione digitale pensata per registrare direttamente senza utilizzare un microfono.

Ma non bisogna lasciarsi ingannare dal numero scritto sulla targhetta: nel mondo degli amplificatori per chitarra, cinque watt valvolari possono essere molti più di quanto si possa immaginare.

Dal grande DA100 Ruby al nuovo combo compatto

Il DA5 Ruby nasce come versione più accessibile e gestibile del DA100 Ruby, la testata da 100 watt sviluppata da Blackstar per il rig professionale di Doug Aldrich.
Non si tratta, però, semplicemente di un amplificatore più piccolo con un’estetica simile. Secondo Blackstar, alcuni dei principali percorsi del segnale derivano direttamente dal modello da 100 watt, con l’obiettivo di conservarne il carattere sonoro: puliti ampi, distorsioni di stampo britannico e suoni lead ricchi di sustain.

In altre parole, Blackstar ha cercato di ridurre la potenza e le dimensioni senza trasformare il DA5 Ruby in una semplice imitazione digitale del modello più grande.
Il segnale della chitarra passa infatti attraverso un vero circuito valvolare, progettato per reagire alle sfumature del musicista: suonando piano il suono può diventare più pulito, mentre aumentando la forza della pennata l’amplificatore restituisce maggiore attacco, compressione e saturazione.

È proprio questa risposta dinamica uno degli elementi che molti chitarristi cercano in un amplificatore valvolare.

Cinque watt valvolari non significano necessariamente poco volume

Uno degli errori più comuni è pensare che un amplificatore da 5 watt produca un volume venti volte inferiore rispetto a un amplificatore da 100 watt.
In realtà il rapporto tra watt e volume percepito non è lineare. Per ottenere un aumento netto del volume è necessario moltiplicare notevolmente la potenza, mentre un amplificatore valvolare da pochi watt può comunque raggiungere livelli sonori importanti, specialmente se collegato a un altoparlante efficiente.
Il DA5 Ruby può quindi essere utilizzato comodamente in casa, ma portando il volume verso l’alto può diventare decisamente energico. Non è un piccolo amplificatore da esercizio paragonabile ai classici modelli portatili alimentati a batteria.

Per rendere il suono più gestibile, Blackstar ha inserito una funzione di riduzione della potenza, che permette di passare da 5 watt a 0,5 watt.
La modalità da mezzo watt consente di far lavorare maggiormente le valvole mantenendo un volume più contenuto. Non significa poter suonare in completo silenzio, ma rende molto più semplice ottenere un suono saturo e dinamico senza dover raggiungere livelli eccessivi.

Un vero finale valvolare push-pull

Uno degli aspetti più interessanti del DA5 Ruby è il suo finale di potenza.

L’amplificatore utilizza una valvola 12BH7 configurata in un circuito push-pull. Si tratta di un’architettura simile, nel principio di funzionamento, a quella utilizzata in molti amplificatori valvolari di potenza superiore.
Detto in maniera semplice, in un circuito push-pull il lavoro necessario per amplificare il segnale viene suddiviso tra due sezioni del circuito. Questo sistema contribuisce a ottenere una risposta più energica, una maggiore sensazione di controllo e una compressione più simile a quella dei grandi amplificatori valvolari.

Molti amplificatori di bassa potenza utilizzano invece circuiti più semplici, spesso definiti “single-ended”. Non significa che siano peggiori: producono semplicemente una risposta e una saturazione differenti.
La scelta del push-pull nel DA5 Ruby serve a far percepire sotto le dita una risposta più vicina a quella di una vera testata da palco, pur mantenendo una potenza nominale di soli 5 watt.

La configurazione valvolare comprende una ECC83 nella sezione di preamplificazione e una 12BH7 nel finale di potenza.

L’altoparlante Aldrich 50 da 12 pollici

Una parte fondamentale del progetto è rappresentata dall’altoparlante.

Il DA5 Ruby monta un nuovo Aldrich 50 da 12 pollici e 50 watt, sviluppato e accordato insieme allo stesso Doug Aldrich. Secondo Blackstar, questo componente contribuisce in maniera determinante a dare al piccolo combo profondità, proiezione e una sensazione sonora molto più grande delle sue dimensioni.
Potrebbe sembrare strano utilizzare un altoparlante da 50 watt all’interno di un amplificatore che ne eroga soltanto cinque. In realtà la potenza riportata sull’altoparlante indica principalmente la quantità di energia che il componente può sopportare in sicurezza, non il volume minimo necessario per farlo funzionare.
La scelta di un cono da 12 pollici è altrettanto importante. Rispetto agli altoparlanti più piccoli spesso montati nei combo da studio, un dodici pollici può restituire una gamma bassa più convincente, maggiore corpo sulle frequenze medio-basse e una proiezione più simile a quella di un amplificatore tradizionale.

Questo dovrebbe permettere al DA5 Ruby di evitare quella sensazione sottile e poco autorevole che a volte caratterizza i piccoli amplificatori da casa.

Due canali e quattro diverse sonorità

Il Blackstar DA5 Ruby dispone di due canali, Clean e Overdrive, ognuno dei quali offre due modalità sonore selezionabili.

In totale abbiamo quindi quattro voci:
- due sonorità pulite;
- due sonorità distorte.

Il canale pulito può passare da un carattere più aperto e brillante, di ispirazione americana, a una risposta più calda e corposa.
Il canale Overdrive permette invece di ottenere sia il classico crunch rock britannico sia una distorsione più carica e moderna, pensata per avvicinarsi ai suoni lead di Doug Aldrich.
Questa struttura rende l’amplificatore più versatile di quanto possa sembrare osservando il pannello dei controlli. Non è pensato esclusivamente per l’hard rock o per il metal: può essere utilizzato anche per sonorità pulite, blues, classic rock e ritmiche leggermente saturate.

Naturalmente il carattere generale rimane orientato verso un suono deciso, ricco e di impronta britannica, coerente con lo stile del chitarrista che ha collaborato al progetto.

Il controllo ISF spiegato in modo semplice

Come molti amplificatori Blackstar, anche il DA5 Ruby utilizza il controllo brevettato ISF, acronimo di Infinite Shape Feature.

Questo comando modifica il comportamento complessivo dell’equalizzazione e permette di spostare il carattere dell’amplificatore tra due differenti impostazioni.
Ruotandolo verso un’estremità si ottiene generalmente un suono più vicino alla tradizione americana: bassi più compatti, medi meno pronunciati e una risposta più brillante.
Muovendolo nella direzione opposta si entra maggiormente nel territorio britannico: medi più presenti, suono più corposo e una distorsione più aggressiva.

Non si tratta quindi di un semplice controllo dei medi. L’ISF modifica contemporaneamente diverse zone dell’equalizzazione, permettendo di adattare velocemente l’amplificatore alla chitarra, ai pickup utilizzati e al tipo di suono desiderato.

Con una Stratocaster particolarmente brillante, per esempio, può essere utile cercare maggiore corpo. Con una Les Paul molto scura si potrebbe invece preferire una regolazione più aperta e definita.

CabRig: registrare senza microfonare l’amplificatore

Accanto alla vera sezione valvolare, il DA5 Ruby integra la tecnologia digitale CabRig DSP.

CabRig è un sistema che simula il comportamento di una cassa per chitarra, dell’altoparlante e del microfono utilizzato per riprenderla.
Quando si registra normalmente un amplificatore, infatti, non basta collegarne l’uscita direttamente a una scheda audio. Il suono della chitarra elettrica dipende moltissimo dalla cassa e dal cono. Senza questi elementi, una distorsione risulterebbe generalmente aspra, sottile e poco naturale.
CabRig ricrea digitalmente questa parte della catena, permettendo di inviare alla scheda audio, al mixer o all’impianto un segnale già pronto per essere ascoltato.
Il DA5 Ruby mette a disposizione tre preset CabRig richiamabili direttamente dall’amplificatore, che possono essere utilizzati per differenti configurazioni di cassa e microfonazione.

È una soluzione particolarmente utile per chi registra in casa, perché elimina la necessità di acquistare un microfono, trovare la posizione corretta davanti al cono e gestire il volume acustico nella stanza.

USB-C, uscita XLR e cuffie

Il nuovo Blackstar offre diverse possibilità di collegamento.

Tramite la porta USB-C è possibile inviare direttamente il suono dell’amplificatore a un computer e registrarlo all’interno di un software musicale.
L’uscita bilanciata XLR consente invece di collegare il DA5 Ruby a una scheda audio professionale, a un mixer o direttamente all’impianto audio di un locale.

In una situazione dal vivo, per esempio, il chitarrista può ascoltare il vero altoparlante del combo sul palco mentre il fonico riceve un segnale già trattato attraverso CabRig. In questo modo non è obbligatorio posizionare un microfono davanti al cono.
È presente anche un’uscita stereo per le cuffie, utile per esercitarsi senza utilizzare l’altoparlante.
Il sistema integra inoltre una protezione del carico che permette di utilizzare l’amplificatore senza il diffusore collegato. È una funzione importante, perché molti amplificatori valvolari tradizionali possono subire danni se accesi senza una cassa correttamente collegata.

Un amplificatore da casa, ma non soltanto

Il DA5 Ruby nasce indubbiamente come amplificatore ideale per casa e studio, ma sarebbe riduttivo considerarlo soltanto un modello da esercizio.

Il cono da 12 pollici, il finale push-pull e la possibilità di entrare direttamente nel mixer tramite l’uscita XLR ne ampliano notevolmente le possibilità di utilizzo.

Durante le prove con una band, la potenza disponibile potrebbe essere sufficiente in contesti controllati, soprattutto quando non è necessario competere con un batterista particolarmente rumoroso.

Dal vivo, la soluzione più efficace potrebbe essere utilizzare il combo come monitor personale e inviare contemporaneamente il segnale CabRig all’impianto principale.

La potenza di 5 watt impone comunque una valutazione realistica. Chi cerca un’enorme riserva di volume pulito per suonare senza impianto insieme a una batteria acustica potrebbe aver bisogno di un amplificatore più potente.

Il DA5 Ruby sembra invece rivolgersi a chi desidera far lavorare davvero le valvole, ottenere saturazione e dinamica a livelli più gestibili e disporre di collegamenti moderni per registrazione e amplificazione.

Il Blackstar DA5 Ruby non vuole quindi essere una semplice miniatura celebrativa della testata di Doug Aldrich. Vuole diventare uno strumento concreto per chi cerca un vero suono valvolare, dimensioni ragionevoli e la possibilità di passare con facilità dal salotto allo studio di registrazione e, quando necessario, anche al palco.